
Alfredo Verdini, maestro delle percussioni, nasce a Cataforìo, un borgo della valle del Sant’Agata (Reggio Calabria), dove la tradizione della musica e del ballo popolari ha segnato profondamente la sua formazione. Fin da bambino, vestito con il costume tradizionale “alla pacchiana”, si esibiva con il tamburello durante le sfilate del Gruppo folkloristico degli Agatini, mascotte di una comunità che viveva la musica come linguaggio quotidiano. È lì che nasce il suo legame viscerale con il ritmo: un rapporto che non si limita al gesto tecnico, ma diventa vibrazione corporea ed energia comunicativa.
La sua carriera lo porta presto a collaborare con realtà e artisti di primo piano come Quartaumentata, Mattanza, Angelica Sepe, Marisa Sannia, Barbara Bonaiuto, Ensemble Etnique, Piccola Orchestra Romana, Iskra Menarini, Eugenio Bennato, Nino Forestieri, Scialaruga e Rumba de Mar, con cui partecipa anche a trasmissioni televisive come Uno Mattina e Cultura Moderna. Numerose le incisioni discografiche a cui prende parte, sempre con un contributo riconoscibile per precisione e personalità timbrica.
Il suo stile si distingue per la naturalezza e la leggerezza del tocco: sul palco Alfredo non appare mai “muscolare”, ma lascia che siano le dita e la sensibilità a generare groove, precisione e dinamica. È un percussionista capace di trasformare la performance in esperienza espressiva, al punto che critici e colleghi lo paragonano al “Leo Messi delle percussioni”.
Accanto alla musica popolare calabrese, coltiva un profondo interesse per la world music e le sonorità afro-cubane, ispirato da maestri come Changuito, Giovanni Hidalgo, Glen Velez e Zohar Fresco. Fondamentale nel suo percorso è l’incontro con Luca Scorziello, che diventa guida e amico, trasmettendogli non solo tecniche e conoscenza degli strumenti, ma soprattutto l’amore autentico per le percussioni.
Dal 1999 inizia a collaborare con i Quartaumentata e successivamente incontra Mimmo Cavallaro, entrando nel cuore dei TaranProject, con cui porta avanti un’intensa attività concertistica e discografica. Con il tempo amplia il suo set percussivo, frutto sia di ricerca personale sia delle esigenze artistiche dei brani, fino ad affiancare al tamburello strumenti etnici e persino la lira calabrese, che suona in maniera personale e creativa.
Oggi Alfredo Verdini è riconosciuto come uno dei percussionisti più rappresentativi della scena calabrese e nazionale: un artista capace di unire tradizione e innovazione, portando in ogni esibizione il ritmo vitale della sua terra e la freschezza di un linguaggio musicale senza confini.